Pensa a una giovane operaia tessile con una passione spericolata per il paracadutismo. Ora immaginala mentre, a soli 26 anni, viene chiusa dentro una capsula di metallo e sparata dritta verso le stelle. Quella ragazza era Valentina Tereškova e il 16 giugno 1963 è diventata la prima donna della storia a viaggiare nello spazio.
Il suo nome di battaglia era “Čajka”, che significa Gabbiano, e proprio come un gabbiano ha volato altissimo, compiendo 48 orbite intorno alla Terra in quasi tre giorni. Non è stata una missione facile: Valentina ha dovuto combattere con forti nausee e un errore tecnico nel computer di bordo che rischiava di portarla fuori rotta. Ma non si è arresa e, al momento del rientro, si è paracadutata fuori dalla navicella a 7.000 metri di altezza, atterrando sana e salva nelle campagne russe.
Ancora oggi, Valentina detiene un record pazzesco: è l’unica donna al mondo ad aver affrontato una missione spaziale completamente da sola. Dopo quell’impresa è diventata una leggenda vivente, studiando ingegneria e dedicandosi alla politica, ma restando per sempre il simbolo di chi ha avuto il coraggio di rompere il soffitto di cristallo (e l’atmosfera terrestre) per dimostrare che lo spazio non ha genere. La sua storia ci insegna che, anche se parti da una fabbrica, puoi arrivare a guardare il mondo intero dall’alto.